La sfida della Global Competence per essere cittadini del mondo

Viviamo in un’epoca caratterizzata da un’interconnessione che non ha precedenti nella storia per molte ragioni. Le disparità economiche, la rapidità dell’informazione digitale, le catene di approvvigionamento globali e le grandi sfide ambientali ci mettono costantemente di fronte a una realtà innegabile, e cioè che nessun fenomeno locale può essere compreso isolatamente.
In questo quadro la Scuola è chiamata a un compito più ampio e pervasivo di quello tradizionale, qual è coltivare nei giovani la Global Competence. Ma che cosa si intende per la competenza globale?

La Global Competence, o competenza globale, è un modo di accogliere e interagire con persone di altre culture, cruciale per portare avanti le istanze formative del XXI secolo, affermate a livello interazionale anche dal programma OCSE PISA.

I pilastri della Global Competence

Secondo la definizione dell’OCSE

La competenza globale è una capacità multidimensionale che richiede una combinazione di conoscenze, abilità, atteggiamenti e valori applicati con successo a questioni globali o a situazioni interculturali.

La vera sfida, quindi, è saper usare quello che si sa per connettersi con il mondo e capire davvero chi ci sta di fronte.

I quattro pilastri principali sui quali questa competenza si fonda sono:

  • Esaminare questioni locali, globali e di rilevanza culturale. Gli studenti competenti a livello globale sanno combinare efficacemente la conoscenza del mondo e il pensiero critico per formarsi un’opinione personale sulle grandi sfide globali, così come su questioni relative a contesti micro, ad esempio la propria comunità.
  • Comprendere e apprezzare le prospettive altrui. È una dimensione che valorizza la comprensione profonda della storia e delle ragioni che muovono gli altri. I giovani, quindi, devono essere capaci di esaminare un problema da diversi punti di vista, con la consapevolezza che questo non è universale, ma è influenzato dal proprio contesto di vita.
  • Prendere parte a interazioni aperte, appropriate ed efficaci. È un focus che si concentra sulla comunicazione attiva, una competenza che tende a rendere la persona capace di dialogare in modo costruttivo con gli altri, rispettandone la diversa provenienza e le differenti peculiarità.
  • Agire per il benessere collettivo e lo sviluppo sostenibile.  Gli studenti si vedono come cittadini del mondo e scendono in campo per cambiare le cose. L’OCSE sottolinea che non occorre compiere gesti eclatanti. L’azione è piuttosto qualcosa che si costruisce nel tempo con intento migliorativo, iniziando per esempio a livello locale, come può essere la propria scuola o la comunità di appartenenza.
Fonte: The OECD PISA Global Competence Framework

Il ruolo della Scuola per passare dalle parole ai fatti

Per attivare queste quattro dimensioni, la persona deve mobilitare e combinare quattro elementi chiave, strettamente collegati tra loro:

  • Conoscenze: la comprensione profonda delle grandi questioni globali e delle dinamiche interculturali
  • Abilità: il pensiero analitico e critico, la capacità di comunicare e l’adattabilità
  • Atteggiamenti: l’apertura mentale, il rispetto per l’alterità culturale e la mentalità globale (global-mindedness)
  • Valori: il rispetto della dignità umana e della diversità universale.

Ma qual è, in concreto, il ruolo dei sistemi scolastici e dei docenti in questa trasformazione?

La Global Competence va vista come una lente attraverso cui rileggere in modo trasversale le discipline esistenti valorizzandole.

In altre parole, non si tratta di fare più cose, appesantendo la mole di lavoro; si chiede piuttosto di farle in modo diverso, superando una visione tradizionale delle materie separate da confini rigidi, offrendo continui spunti per connettere il particolare all’universale.

In questo scenario il ruolo dei docenti si trasforma e ne valorizza le competenze, come quella di creare ponti tra i libri di testo e la realtà fuori dalla classe, attraverso una didattica che lascia maggiore spazio all’azione.

Tra le strategie più efficaci per aiutare nei giovani lo sviluppo di una mentalità aperta, trasformando l’aula in una palestra di cittadinanza, ci sono sicuramente:

  • Il Debate e il dibattito strutturato, per imparare a sostenere un’opinione ma sapendo però anche ascoltare e rispettare quella degli altri
  • L’analisi critica delle fonti, una competenza vitale nell’era digitale, fondamentale per insegnare ai ragazzi a navigare tra le fake news e a sviluppare un pensiero autonomo
  • Il cooperative learning, o apprendimento cooperativo, poiché collaborare con compagni diversi per attitudini e provenienza è il primo passo per abbattere i pregiudizi ed ha quindi un valore sociale altissimo
  • Il problem-solving applicato a casi reali, efficace per dimostrare agli studenti che quanto studiano serve a risolvere i problemi concreti della comunità e non solo a superare una verifica.

In questo scenario l’errore non è un semplice fallimento, ma costituisce un’occasione per esplorare nuove strade.

Insegnare la Global Competence significa dare ai ragazzi gli strumenti per affrontare il presente con curiosità, trasformando la scuola nella vera palestra dei cittadini del domani.

Conclusioni

Investire sulla Global Competence significa fornire alle nuove generazioni gli strumenti per affrontare e governare con consapevolezza la complessità del nostro tempo.

Una Scuola che coltiva la competenza globale è una Scuola che non si limita a formare conoscenza, ma che costruisce le basi di una società globale più equa e inclusiva, solida e sostenibile.

In questo processo di trasformazione per il miglioramento dei sistemi formativi svolgono un ruolo fondamentale la valutazione standardizzata e la divulgazione scientifica, strumenti indispensabili per orientare le politiche educative del futuro.

Approfondimenti

Foto di Depositphotos