L’inglese nella Prova INVALSI 2025 tra successi e fragilità

Il Rapporto INVALSI 2025 descrive un sistema scolastico caratterizzato da elementi a volte in contrasto. Mentre Italiano e Matematica mostrano segnali di fatica nel recuperare i livelli prepandemici, l’Inglese si conferma come la disciplina più dinamica e robusta.

Le Rilevazioni nazionali, che nel 2025 hanno riguardato una popolazione studentesca di oltre 2,5 milioni di allievi, permettono di tracciare un bilancio longitudinale, che va dalla Scuola primaria alla Secondaria di secondo grado. Ma cosa ci dicono sugli esiti che gli studenti raggiungono in Inglese?

La Scuola primaria: basi solide ma segnali di cambiamento

Al termine della Scuola primaria (Grado 5), dove l’obiettivo stabilito dalle Indicazioni Nazionali è il raggiungimento del livello A1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingueQCER – i risultati complessivi sono decisamente positivi: il 90,8% degli alunni raggiunge il traguardo previsto nel Reading (comprensione della lettura) e l’86,2% nel Listening (comprensione dell’ascolto).

            Allievi del Grado 5 che raggiungono il livello A1 in Reading e Listening.
Fonte: Rapporto INVALSI 2025

Tuttavia, un’analisi che abbraccia il periodo 2018-2025 rivela alcune differenze tra le due competenze. Dal 2018 i risultati del Reading segnano una lieve flessione e nel Nord Est registrano un calo di -4 punti percentuali. Il Listening appare invece in netta crescita, con un incremento più evidente al Sud, dove guadagna nell’arco di sette anni ben 13 punti.

Un altro dato di particolare interesse per la Scuola e la ricerca educativa riguarda gli alunni con origine migratoria di seconda generazione. In questa fascia, infatti, si osserva un vantaggio significativo nel Listening (+6,7 punti), probabilmente dovuto a una maggiore predisposizione all’apprendimento linguistico conseguente all’esposizione precoce a più codici comunicativi.

Grado 8: il successo dell’ascolto

La Secondaria di primo grado è il Grado scolastico in cui il miglioramento è più marcato e costante. Dal 2018 a oggi la quota di studenti che raggiungono il livello A2 nel Listening è passato dal 54% al 70%. Anche il Reading registra una crescita solida e raggiunge l’82% a livello nazionale.

È un successo che può essere attribuito a più fattori, interni ed esterni alla Scuola: una didattica sempre più attenta allo sviluppo delle competenze comunicative, ma anche una maggiore esposizione informale alla lingua attraverso i media.

Occorre però constatare che dietro la media nazionale si nasconde una persistente divisione territoriale. Mente nel Nord Ovest nel Nord Est quasi il 90% degli studenti raggiunge il traguardo nel Reading, in regioni del Sud come la Calabria e la Sicilia la situazione, anche se in miglioramento resta critica, con esiti che oscillano ancora tra i livelli A1 e A2.

Studenti che raggiungono i traguardi previsti per il Reading al termine del primo ciclo.
Fonte: Rapporto INVALSI 2025
Studenti che raggiungono i traguardi previsti per il Listening al termine del primo ciclo. Fonte:
Rapporto INVALSI 2025

Lo scoglio dei livelli B1 e B2 al Grado 13

Al termine della Scuola secondaria di secondo grado (G 13) la sfida si fa più complessa, spostandosi verso il livello B1 per i professionali e B2 per Licei e Tecnici.

Qui i dati del 2025 mostrano una battuta d’arresto significativa nel Reading, che scende al 53,3% di traguardi raggiunti, perdendo così 5 punti percentuali rispetto al 2004 e tornando ai livelli del 2019.

Il Listening, pur restando stabile, si ferma a quota 43%; ciò significa che meno di un diplomato su due possiede competenze di ascolto adeguate agli standard europei.

Studenti che raggiungono il traguardo in Reading e Listening previsto al termine del Grado 13. Fonte: Rapporto INVALSI 2025

L’analisi per indirizzi di studio conferma una polarizzazione del sistema:

  • I Licei (Classici, Scientifici e Linguistici) fungono da traino, con oltre il 63% studenti che raggiungono il livello B2 nel Listening
  • Gli Istituti professionali presentano invece delle fragilità evidenti, con ampie quote di studenti che non raggiungo il libello B1.

Un divario crescente

I dati INVALSI confermano che l’Inglese è una disciplina in cui la nostra Scuola sta investendo con successo; tuttavia, i risultati non sono distribuiti in modo equo.

I divari territoriali, che nell’ultimo anno della Primaria sono contenuti, tendono a dilatarsi progressivamente nei gradi successivi, fino a diventare molto ampi al termine della Scuola secondaria e molto evidenti a livello territoriale, dove i dati delineano un divario evidente specialmente nel Listening.

In Sicilia e in Sardegna solo il 75% degli alunni del Grado 5 raggiunge il 75% del livello A1, contro una media nazionale dell’86,2%. È una disparità che si amplia per il Grado 8, dove a fronte di un livello A2 raggiunto dall’80,5% dagli studenti nel Nord est, nel Sud e Isole questo obiettivo è conseguito solo dal 50,5% degli allievi.

Il dislivello è ancora più evidente e critico al Grado 13, dove al Sud e Isole i previsti livelli B1/B2 son conseguiti solo dal 28,6% (Sud) e dal 27,3% dei giovani, a fronte di oltre il 60% dei ragazzi del Nord Est.

Ma cosa ostacola al Sud il conseguimento degli obiettivi previsti, soprattutto per il Listening?

Le ragioni possono essere diverse, ma le principali sono riconducibili a una maggiore attenzione al Reading, oltre ai fattori che anche nelle altre discipline creano maggiori ostacoli al Sud e Isole per la ripresa ai livelli pre-pandemici.

Conclusioni

La panoramica dei dati ci suggerisce che, se da un lato la Scuola italiana sta investendo con successo verso una maggiore prospettiva internazionale delle competenze, dall’altro la sfida del futuro sarà garantire che l’Inglese non diventi un ulteriore fattore di disuguaglianza.

Ridurre i divari tra indirizzi di studio — in particolare sostenendo gli Istituti professionali — e colmare la distanza tra Nord e Sud del Paese sono passi necessari affinché la padronanza della lingua inglese diventi realmente una competenza di cittadinanza accessibile a tutti gli studenti, indipendentemente dal contesto geografico o sociale di partenza.

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