I Seminario INVALSI Dati per la didattica 2026

I Seminario INVALSI Dati per la didattica

Dati per la valutazione delle scuole, l’innovazione e il miglioramento della didattica

25-26-27 novembre 2026

Università degli Studi Link Campus University (Roma)

Bambini che suonano strumenti musicali in un'aula.

Il I Seminario Dati INVALSI per la Didattica si terrà, in presenza, presso l’Università degli Studi Link Campus University di Roma il 25-26-27 novembre 2026.

Il tema del Seminario sarà: Dati per la valutazione delle scuole, l’innovazione e il miglioramento della didattica.

L’evento, organizzato in collaborazione con il Centro di ricerca Digital Technologies, Education and Society (DITES) dell’Università degli Studi Link Campus University, rappresenta nel panorama nazionale una prima occasione dedicata esclusivamente alla presentazione di contributi sull’uso dei dati INVALSI o di altre fonti sul e per il sistema educativo per la valutazione delle scuole, l’innovazione e il miglioramento della didattica nei contesti scolastici e formativi.

Tema del Seminario

Il 25-26-27 novembre 2026 si svolgerà a Roma la prima edizione del Seminario INVALSI Dati per la valutazione delle scuole, l’innovazione e il miglioramento della didattica.

Il Seminario, organizzato da INVALSI in collaborazione con il centro di ricerca DITES dell’Università degli Studi Link Campus University, che ne ospiterà i lavori, rappresenta nel panorama nazionale una prima occasione dedicata esclusivamente alla presentazione di contributi sull’uso dei dati INVALSI o di altre fonti sul e per il sistema educativo per la valutazione delle scuole, l’innovazione e il miglioramento della didattica nei contesti scolastici e formativi.

Il crescente dibattito scientifico, politico e professionale sui temi della valutazione nell’ambito dell’istruzione e della formazione, nelle sue molteplici forme, può avvalersi del contributo che la scuola fornisce alla società nella costruzione di saperi e competenze, valorizzando la sinergia tra scienza e professione, tra teoria e azione e rafforzando le comunità di pratiche.

 L’evento è dunque un’occasione di studio e confronto per comunità di pratiche, reti territoriali o di scopo, esperti, ricercatori, professionisti, personale scolastico e amministrativo del mondo dell’istruzione e della formazione e, più in generale, per tutti coloro che utilizzano o potrebbero utilizzare i dati INVALSI o di altre fonti sul e per il sistema educativo nei contesti educativi e didattici.

L’uso dei dati del e per il sistema educativo può contribuire alla riflessione sulle metodologie e le pratiche educative e didattiche con cui le scuole svolgono la loro missione. Sono numerosi gli aspetti della didattica che attraverso l’utilizzo dei dati possono essere studiati, approfonditi, sviluppati e migliorati.

Il Seminario rappresenta un momento privilegiato e concreto per la condivisione e la diffusione di contributi scientifici, studi di caso, buone pratiche, modelli, strategie e strumenti sull’uso dei dati INVALSI o di altre fonti sul e per il sistema educativo nella valutazione delle scuole e nella ricerca e innovazione didattica. Per esempio, ricercatori, esperti, professionisti e personale scolastico possono approfondire temi specifici del fare scuola attraverso il confronto tra i dati della singola istituzione e i riferimenti nazionali restituiti alle scuole durante l’avvio della triennalità del Sistema Nazionale di Valutazione 2025-2028, analizzando fenomeni quali l’ambiente di apprendimento in relazione ai risultati scolastici, oppure l’inclusione, il benessere, oppure ancora le competenze chiave europee, lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse umane. Attraverso i dati INVALSI, le scuole possono analizzare in modo longitudinale i risultati degli studenti, anche a distanza, oppure possono approfondire qualitativamente alcuni fenomeni di particolare interesse all’interno di un’istituzione scolastica o di una rete di scuole. Anche i dati raccolti dalle scuole o nelle scuole dalle università o da altri enti di ricerca possono trovare una vetrina e un momento di confronto interprofessionale durante questo seminario.

Il Seminario si articola lungo cinque assi tematici:

  • i dati delle prove INVALSI come strumento per il miglioramento dell’efficacia dell’azione didattica: come indicato nel Decreto Legislativo n. 62/2017, le rilevazioni degli apprendimenti contribuiscono al processo di autovalutazione delle istituzioni scolastiche e forniscono strumenti utili al progressivo miglioramento dell’efficacia della azione didattica;
  • i dati INVALSI e/o di altre fonti come base per l’avvio dei processi di autovalutazione e di miglioramento delle scuole: nel Sistema Nazionale di Valutazione previsto dal DPR 80/2013, le scuole realizzano processi di autovalutazione attraverso l’analisi dei dati del Ministero, delle rilevazioni INVALSI e di ulteriori evidenze raccolte autonomamente, per la redazione di un Rapporto di Autovalutazione (RAV);
  • competenze chiave europee e apprendere ad apprendere: quale sviluppo a partire dalla scuola dell’infanzia? La società complessa e in continuo mutamento richiede di saper orchestrare e applicare competenze trasversali che, a partire dalla capacità di apprendere ad apprendere, sono centrali per il successo formativo e di vita degli studenti, cittadini di oggi e di domani. A partire dalle Indicazioni Nazionali 2007, fino alle più recenti Indicazioni Nazionali 2025, la scuola è chiamata a promuovere tutte le competenze chiave europee nel proprio curricolo e a valutarle in ogni ordine e grado.
  • i dati INVALSI e/o di altre fonti di fronte alle sfide per il sistema scolastico, nell’epoca della transizione tecnologica e demografica, per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa: nel periodo post-pandemico, diversi interventi del Ministero dell’Istruzione e del Merito hanno promosso azioni finalizzate al potenziamento delle competenze, all’orientamento e al contrasto della dispersione scolastica in tutti gli ordini di scuola. In questo quadro, le prove INVALSI rappresentano uno strumento utile per monitorare i fenomeni di fragilità educativa e supportare le scuole nei processi di miglioramento e prevenzione dell’abbandono scolastico;
  • la formazione professionale del personale scolastico all’utilizzo dei dati INVALSI e dal e per il sistema educativo: le linee di indirizzo per la formazione del personale scolastico della Scuola di Alta Formazione per l’Istruzione pongono l’attenzione sull’uso dei dati nei processi decisionali e di governance scolastica, con particolare riferimento allo sviluppo della data literacy, alla lettura e interpretazione delle evidenze, alla progettazione educativo-didattica, all’autovalutazione, alla definizione delle priorità di miglioramento e al supporto ai processi organizzativi e strategici delle istituzioni scolastiche, anche collegialmente.

La call invita alla presentazione di proposte di sessione che potranno svilupparsi, in modo non esclusivo, sulle seguenti tematiche:

  1. Ambienti di apprendimento, benessere e risultati scolastici
  2. Autovalutazione delle scuole e processi di miglioramento
  3. Data literacy, competenze professionali e formazione del personale scolastico
  4. Dati INVALSI e loro utilizzo per il miglioramento della didattica
  5. Dispersione scolastica esplicita e implicita
  6. Esperienze di reti di scuole nell’uso dei dati INVALSI
  7. Governance scolastica e processi decisionali data-oriented
  8. Innovazione didattica basata su evidenze e l’integrazione di dati INVALSI, dati scolastici e/o di altre fonti
  9. Learning analytics e utilizzo strategico dei dati educativi
  10. Orientamento e valorizzazione degli studenti gifted e talented
  11. Osservazione e miglioramento nella scuola dell’infanzia
  12. Povertà educativa, equità e inclusione
  13. Rendicontazione sociale e comunicazione dei risultati
  14. Transizione digitale, IA e altre tecnologie emergenti a supporto dell’istruzione e dell’autovalutazione
  15. Valutazione delle competenze chiave europee, in particolare quelle trasversali come l’Apprendere ad apprendere a scuola, anche nella IeFP e nei percorsi di formazione scuola-lavoro
  16. Valutazione delle competenze digitali

Indicazioni per proporre una sessione

Le proposte di sessione dovranno rispondere ai seguenti criteri:

  • centralità dei dati per il miglioramento didattico: le sessioni dovranno approfondire l’utilizzo dei dati INVALSI o di altre fonti come supporto alla progettazione educativo didattica, alla valutazione, all’autovalutazione e ai processi di innovazione e miglioramento scolastico;
  • pluralità di approcci e metodologie per la lettura e l’analisi dei dati: saranno valorizzate proposte di sessione che per l’utilizzo e la lettura dei dati promuovano l’integrazione di diversi approcci – quantitativi, qualitativi, misti – anche attraverso studi di caso, ricerca-azione, documentazione di pratiche, monitoraggio di percorsi ed esperienze collegiali e in rete;
  • dialogo tra professionalità e contesti scolastici ed educativi: le sessioni potranno valorizzare il confronto tra differenti esperienze professionali, segmenti di istruzione, reti territoriali e/o comunità di pratiche, favorire la condivisione di modelli, strumenti e strategie di utilizzo dei dati per il miglioramento;
  • trasferibilità e impatto delle esperienze: saranno particolarmente incoraggiate proposte di sessione capaci di porre l’accento sulla sostenibilità, la replicabilità e il potenziale impatto delle pratiche presentate nei diversi contesti scolastici e formativi, anche attraverso reti di scuole e comunità professionali di pratiche.

Le proposte di sessione dovranno includere le seguenti informazioni:

  • identificazione di uno o due proponenti della sessione, che agiranno in qualità di Coordinatore/i scientifico/i della sessione e saranno responsabili della selezione dei contributi presentati, al fine di garantire la qualità scientifica della sessione;
  • titolo della sessione;
  • tre parole chiave;
  • una descrizione compresa tra 250 e 500 parole;
  • tematica scelta
  • persona di contatto (afferenza ed e-mail).

Tutte le proposte di sessione devono essere inviate a INVALSI entro il 15 luglio alle 23.59 compilando il modulo disponibile qui

Le proposte saranno sottoposte a un processo di revisione anonima finalizzato a valorizzare la qualità e la rilevanza delle sessioni rispetto ai temi del Seminario, il grado di innovazione delle esperienze presentate, il loro potenziale impatto sui processi di miglioramento scolastico e la capacità di integrare differenti approcci disciplinari, metodologici e professionali, promuovendo il dialogo tra ricerca, pratiche educative e comunità professionali.

Una volta confermata l’accettazione, il/i Coordinatore/i scientifico/i saranno invitati a promuovere la proposta di sessione all’interno delle proprie reti professionali.

Ogni sessione dovrà includere un minimo di quattro presentazioni. Ove possibile, le presentazioni potranno essere distribuite su più sessioni nel caso in cui venga ricevuto un numero elevato di contributi. Viceversa, qualora pervenga un numero inferiore di contributi, il Comitato organizzatore si riserva il diritto di riallocare i contributi in altre sessioni.

La partecipazione al Seminario non prevede quote di iscrizione. Non sono previsti compensi né rimborsi delle spese di trasferta, vitto e alloggio, che saranno a carico dei partecipanti, fatta eccezione per i coffee break e i lunch previsti dal programma. Per i relatori ci sarà la possibilità di pubblicazione del proprio contributo, previo superamento di un processo di referaggio, in forme e modalità che saranno successivamente comunicate.

Per eventuali richieste di chiarimento, scrivere a datiperladidattica2026@invalsi.it.

Per la call for paper, si forniscono gli elementi necessari alla presentazione di proposte:

  • primo autore
  • altri autori (fino a 3 per un totale di 4 autori complessivi al massimo)
  • titolo del contributo (al massimo 20 parole, in italiano e in inglese);
  • quattro parole chiave (in italiano e in inglese);
  • abstract tra le 250 e le 500 parole (in italiano e in inglese) bibliografia esclusa, così strutturato:
    1. tipo di contributo: applicativo, metodologico, teorico;
    2. inquadramento teorico;
    3. obiettivi/domande della ricerca;
    4. modalità di utilizzo dei dati INVALSI e da e per il sistema educativo;
    5. risultati;
    6. rilevanza per il Seminario;
    7. bibliografia (max 10 riferimenti bibliografici)
    8. sessione selezionata tra quelle proposte.

Proposta di sessioni (in ordine di arrivo):

1. I dati delle prove INVALSI come strumento per il miglioramento dell’efficacia dell’azione didattica
1. I dati delle prove INVALSI come strumento per il miglioramento dell’efficacia dell’azione didattica

Proponenti: INVALSI Area Valutazione delle scuole

Parole chiave: dati INVALSI, pratiche didattiche, efficacia didattica

Abstract della sessione:

Come indicato nel Decreto Legislativo n. 62/2017, le rilevazioni degli apprendimenti contribuiscono al processo di autovalutazione delle istituzioni scolastiche e forniscono strumenti utili al progressivo miglioramento dell’efficacia della azione didattica. I dati delle prove INVALSI, dunque, oltre ad essere importanti per la valutazione del sistema scolastico italiano, assumono una funzione utile per tutte le scuole, offrendo loro un patrimonio informativo a supporto dei processi decisionali e di miglioramento, anche a livello didattico, quindi con ricadute in termini progettuali e di pratiche a livello di scuola e di classe. Questo aspetto è possibile grazie alla pubblicazione della documentazione attinente alle prove INVALSI e alla restituzione censuaria e continua dei risultati di tali prove a ciascuna scuola da parte di INVALSI nell’apposita sezione del sito istituzionale riservata alle scuole, che avvenendo all’inizio di ciascun anno scolastico successivo alle rilevazioni nazionali, da loro la possibilità di utilizzare i dati INVALSI anche per la progettazione educativo-didattica. Collegare i dati provenienti dalle prove INVALSI con la progettazione educativo-didattica può risultare molto utile per monitorare il successo scolastico rispetto alle attività e ai servizi proposti dalle scuole. Anche lo svolgimento delle prove INVALSI è un aspetto cruciale, in quanto prevede un impegno da parte delle scuole, dei docenti e, soprattutto, degli studenti che vi partecipano. Inoltre, le scuole promuovono e realizzano prove strutturate per classi parallele rivolte agli studenti finalizzate a valutazioni intermedie e all’acquisizione di familiarità con questo tipo di strumenti di valutazione anche digitalizzata, promuovendo le relative competenze, in questo senso il teaching to the test può essere visto non tanto come un rischio, quanto come un’opportunità di apprendimento di un certo modo di fare valutazione. A partire da queste considerazioni, la call invita a presentare contributi che approfondiscano in che modo le scuole utilizzano i quadri di riferimento e i dati delle prove INVALSI per progettare le attività educativo-didattiche nell’ambito delle competenze di base (Italiano, Matematica, Inglese) ma anche per altre competenze e/o trasversalmente; in che modo i dati delle prove INVALSI sono stati utili per monitorare il potenziamento delle competenze di base e/o trasversali; quali strategie le scuole hanno messo in atto per promuovere negli studenti e nelle famiglie la conoscenza delle prove INVALSI e delle loro finalità, al fine di incentivare una partecipazione consapevole; quali progetti e/o esperienze sono state promosse dalle scuole per realizzare una valutazione mediante prove strutturate come le prove INVALSI e quali sono stati i risultati in termini di costi/benefici.

2. I dati INVALSI come base per l’avvio dei processi di autovalutazione e di miglioramento delle scuole

Proponenti: INVALSI Area Valutazione delle scuole

Parole chiave: prove INVALSI, valutazione delle scuole, data literacy

Abstract della sessione:

La Direttiva ministeriale n. 11/2014 indicante le priorità strategiche del sistema nazionale di valutazione, pone in evidenza l’utilizzo dei risultati delle rilevazioni degli apprendimenti restituiti da INVALSI alle singole scuole, come base, assieme ad altri elementi conoscitivi in loro possesso, per l’avvio dei processi di autovalutazione e di miglioramento per tutte le istituzioni scolastiche. Nel procedimento di valutazione previsto dal DPR 80/2013, l’autovalutazione delle scuole prevede l’analisi e verifica del proprio servizio sulla base dei dati resi disponibili dal sistema informativo del Ministero, delle rilevazioni sugli apprendimenti e delle elaborazioni sul valore aggiunto restituite dall’Invalsi, oltre a ulteriori elementi significativi integrati dalla stessa scuola. Il fine è l’elaborazione di un Rapporto di autovalutazione (RAV) in formato elettronico, secondo un quadro di riferimento predisposto dall’Invalsi, e la formulazione di un piano di miglioramento, che andrà inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa, come da L. 107/2015. Il procedimento di valutazione a sistema, oltre alle scuole del I e del II ciclo di istruzione, interessa anche i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti e dal prossimo triennio, anche le scuole dell’infanzia, entrambi i segmenti non hanno dati relativi alle prove INVALSI, per contro, i centri di formazione professionale accreditati che erogano i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale e che possono disporre dei dati delle prove INVALSI svolte dagli studenti del secondo anno di formazione professionale, hanno realizzato il processo di autovalutazione mediante il RAV in via sperimentale. Tutti i segmenti in comune hanno la finalità di individuare a valle di un processo di analisi e riflessione, le coppie priorità-traguardi e i relativi obiettivi di processo che caratterizzeranno la base per la formulazione di azioni di miglioramento nella progettazione identitaria di scuola. In tal senso, la scuola come learning organization può avvalorarsi del valore euristico dei dati INVALSI nella governance scolastica dei processi decisionali. Attraverso i dati messi a disposizione dall’INVALSI, le scuole possono riflettere sulle proprie modalità organizzative, gestionali e didattiche e decidere quali azioni di miglioramento promuovere. In tal senso, il processo valutativo può dar vita a molteplici forme di apprendimento organizzativo. In questo quadro, si inseriscono la data literacy, la digital literacy, l’utilizzo strategico dei dati INVALSI per la progettazione educativo-didattica e gestionale-organizzativa. La call invita a presentare contributi sulle modalità di utilizzo dei dati INVALSI per l’autovalutazione e il miglioramento scolastico, sui metodi di lettura e interpretazione dei dati INVALSI adottati dalle scuole per migliorare la propria capacità progettazione in ambito didattico e gestionale; sulle strategie messe in atto, anche in rete o mediante ricerca-intervento, finalizzate all’autodiagnosi e alla scelta delle priorità di esito e sulle modalità di rendicontazione sociale delle stesse, sulle strategie di comunicazione interna ed esterna degli esiti della valutazione e dell’autovalutazione.

3. Apprendimento professionale e uso dei dati: formazione e innovazione didattica basate su evidenze

Proponenti: Sebastiana Fisicaro (Associazione Rete Sophia 3.0 e Universidad de Córdoba)

Parole chiave:  data literacy, apprendimento professionale, innovazione didattica

Abstract della sessione:

L’utilizzo dei dati educativi rappresenta oggi una delle principali leve per il miglioramento della qualità dell’insegnamento e degli apprendimenti. La ricerca internazionale ha evidenziato come la disponibilità di dati provenienti da valutazioni standardizzate, processi di autovalutazione e sistemi informativi non produca automaticamente cambiamento educativo. È necessario sviluppare competenze di data literacy che consentano a docenti e dirigenti scolastici di interpretare, discutere e trasformare i dati in conoscenza professionale e in decisioni educative consapevoli, affinché le evidenze possano incidere sulle pratiche didattiche nei contesti scolastici e professionali. In questa prospettiva, l’uso dei dati non costituisce soltanto un processo tecnico di raccolta e analisi delle informazioni, ma un’opportunità di apprendimento professionale e di sviluppo organizzativo. Le ricerche sulle Professional Learning Communities evidenziano come la riflessione collaborativa sulle evidenze favorisca innovazione didattica e miglioramento degli esiti degli studenti. La ricerca sull’evidence-informed education sottolinea l’importanza di integrare dati, ricerca ed esperienza professionale per sostenere decisioni educative più consapevoli ed efficaci. Tali processi risultano particolarmente significativi nelle comunità di pratica e nelle reti professionali.

La sessione intende esplorare il rapporto tra uso dei dati, apprendimento professionale e innovazione didattica, approfondendo le condizioni che favoriscono la trasformazione delle evidenze in pratiche educative e strategie di miglioramento. Particolare attenzione sarà dedicata all’utilizzo dei dati restituiti dalle rilevazioni INVALSI e da altre fonti informative scolastiche ed educative, per sostenere la progettazione didattica e il monitoraggio degli apprendimenti, la sperimentazione di strategie didattiche innovative e il rafforzamento delle opportunità educative. La sessione accoglie contributi provenienti da differenti prospettive teoriche e metodologiche, incluse ricerche quantitative, qualitative e mixed methods, studi di caso e ricerca-azione, sviluppati nelle scuole, nelle reti di scuole e nelle comunità professionali.

Saranno particolarmente valorizzati contributi riguardanti: percorsi di formazione finalizzati allo sviluppo della data literacy del personale scolastico; esperienze di utilizzo dei dati INVALSI e di altre evidenze nei processi di progettazione educativo-didattica; pratiche collaborative di analisi e interpretazione dei dati all’interno di dipartimenti disciplinari, gruppi di miglioramento e comunità professionali; sperimentazioni didattiche basate su evidenze; modelli per l’integrazione di dati quantitativi e qualitativi; esperienze promosse da reti di scuole, università, enti di ricerca e organizzazioni professionali.

La sessione intende promuovere il dialogo tra ricercatori, formatori, dirigenti scolastici, docenti e reti professionali impegnati nell’utilizzo dei dati educativi a supporto dell’innovazione didattica e del miglioramento scolastico. La sessione mira a valorizzare pratiche sostenibili, trasferibili e fondate su evidenze, attraverso il confronto tra risultati di ricerca, percorsi di formazione e sperimentazioni realizzate nei contesti educativi, al fine di contribuire allo sviluppo di una cultura professionale orientata all’uso consapevole dei dati per il miglioramento dell’insegnamento, degli apprendimenti e dei processi di innovazione educativa.

4. Prove INVALSI: voce degli studenti e miglioramento della didattica della matematica; strumenti, pratiche e percorsi formativi

Proponenti: Sara Vergallo (Università degli Studi di Macerata), Laura Montagnoli (INVALSI)

Parole chiave:  didattica della matematica; argomentazione; problem solving

Abstract della sessione:

Le prove INVALSI possono aiutare gli insegnanti a individuare nodi concettuali, progettare interventi mirati, promuovere l’argomentazione e il confronto tra pari, sostenere studenti con fragilità e valorizzare differenti modi di pensare matematicamente.

La sessione intende promuovere un confronto sull’utilizzo delle prove INVALSI e di altre evidenze raccolte nei contesti scolastici (tramite un utilizzo degli item INVALSI) per il miglioramento della didattica della matematica, con particolare attenzione alla centralità degli studenti, ai loro processi di pensiero e di apprendimento e alle strategie che mettono in atto nella risoluzione di problemi.

L’obiettivo è valorizzare le prove come strumenti per interrogare le pratiche didattiche, comprendere le difficoltà ricorrenti, riconoscere risorse e potenzialità degli studenti e orientare verso scelte di insegnamento più consapevoli. In questa prospettiva, i risultati delle prove INVALSI possono essere messi in dialogo con dati qualitativi provenienti da interviste, osservazioni in aula, protocolli di risposta, discussioni collettive, attività laboratoriali e percorsi di formazione docenti.

La sessione accoglie contributi che esplorino modalità di analisi delle prove orientate alla comprensione dei processi argomentativi, delle strategie risolutive, del problem solving e delle forme di ragionamento matematico degli studenti. Saranno particolarmente apprezzati lavori che documentino esperienze in cui l’ascolto attivo degli studenti diventa fondamento della progettazione didattica, ad esempio: interviste cognitive, analisi di elaborati, discussioni guidate, osservazione delle interazioni in classe, percorsi di ricerca-formazione rivolti ai docenti o di ricerca-azione svolti dai docenti, strumenti per l’analisi dei protocolli degli studenti, modelli di accompagnamento dei docenti all’uso dei dati e pratiche di progettazione didattica basate su evidenze.

La sessione si propone dunque come spazio di confronto su strumenti, metodi e pratiche che rendano i dati INVALSI non solo un risultato, bensì un punto di partenza per comprendere meglio gli studenti e per costruire una didattica della matematica più riflessiva, inclusiva e centrata sugli studenti.

5. Dalla misurazione al curricolo: valutare e sviluppare le competenze digitali lungo il percorso scolastico

Proponenti: Renata Viganò (Università Cattolica del Sacro Cuore), Marco Giganti (Università degli Studi di Bergamo), Ilaria Ravasi (Università degli Studi di Bergamo)

Parole chiave:  competenza digitale; valutazione autentica; curricolo verticale digitale

Abstract della sessione:

La crescente disponibilità di dati sulle competenze digitali degli studenti apre una fase nuova per la valutazione e il miglioramento scolastico. L’introduzione, nel 2025, della prova INVALSI sulle competenze digitali nelle classi campione del grado 10, costruita con riferimento a DigComp 2.2, inizia a offrire alle scuole una base informativa standardizzata da integrare con le evidenze prodotte nei contesti didattici (INVALSI, 2025; Vuorikari et al., 2022). Parallelamente, ICILS 2023 rende disponibili misure comparabili di computer and information literacy e computational thinking e dati sui fattori scolastici, familiari e individuali associati agli esiti (Fraillon, 2025). La sessione intende approfondire come trasformare tali informazioni da risultati prevalentemente descrittivi in risorse operative per la progettazione educativo-didattica, l’autovalutazione, la definizione delle priorità e il monitoraggio dei processi di innovazione.

Saranno valorizzati contributi quantitativi, qualitativi e misti che mettano in relazione dati standardizzati e dati di scuola attraverso studi di caso, ricerca-azione, documentazione di pratiche, osservazioni sistematiche e monitoraggio di percorsi. Particolare attenzione sarà dedicata al confronto tra prove standardizzate, compiti autentici, rubriche, e-portfolio, autovalutazione e valutazione tra pari, per discuterne validità, affidabilità, equità e complementarità. Le proposte potranno mostrare come la lettura collegiale dei dati orienti unità di apprendimento, formazione dei docenti, allocazione delle risorse e azioni di miglioramento, con riferimento anche alle differenze connesse a genere, condizione socioeconomica, background migratorio, indirizzo scolastico, bisogni educativi e opportunità di apprendimento.

Tra altri, un nucleo centrale riguarderà i processi di costruzione del curricolo verticale digitale (dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo e/o secondo grado) capace di esplicitare progressioni di apprendimento, esperienze didattiche e criteri valutativi nelle aree dell’alfabetizzazione informativa e dei dati, della comunicazione e collaborazione, della creazione di contenuti, della sicurezza e del benessere, della risoluzione di problemi e dell’interazione consapevole con l’intelligenza artificiale. In questa prospettiva, DigComp 3.0 può sostenere l’aggiornamento dei traguardi e la definizione di livelli di padronanza coerenti (Cosgrove & Cachia, 2025).

La sessione promuoverà il dialogo tra ricercatori, dirigenti, docenti, figure di sistema e responsabili della valutazione, mettendo a confronto esperienze provenienti da differenti segmenti di istruzione, territori, reti di scuole e comunità di pratica. Saranno privilegiate esperienze di coprogettazione e ricerca-azione che rendano espliciti ruoli, condizioni organizzative, risorse necessarie e modalità di partecipazione professionale. L’esito atteso è la condivisione di mappe curricolari, matrici di allineamento, rubriche di progressione, protocolli di monitoraggio e modelli di restituzione dei dati, corredati da indicazioni sulle condizioni di sostenibilità, adattamento e replicabilità. Il confronto consentirà inoltre di individuare indicatori di processo e di esito utili a valutarne l’impatto nel tempo e il potenziale trasferimento in contesti scolastici diversi, anche mediante reti territoriali e comunità professionali.

Riferimenti bibliografici

Cosgrove, J., & Cachia, R. (2025). DigComp 3.0: European digital competence framework (5th ed.). Publications Office of the European Union.

Fraillon, J. (Ed.). (2025). An international perspective on digital literacy: Results from ICILS 2023. Springer.

INVALSI. (2025). Rapporto nazionale 2025. INVALSI.

Vuorikari, R., Kluzer, S., & Punie, Y. (2022). DigComp 2.2: The digital competence framework for citizens: With new examples of knowledge, skills and attitudes. Publications Office of the European Union.

6. A partire dai numeri: buone pratiche sul campo contro la povertà educativa

Proponenti: Barbara Baldazzi (ISTAT), Miria Savioli (ISTAT)

Parole chiave: povertà educativa; risorse; esiti

Abstract della sessione:

La povertà educativa rappresenta un fenomeno multidimensionale che compromette il diritto all’apprendimento e allo sviluppo armonico dei talenti di bambine, bambini e adolescenti.

Nel 2023, l’Istat ha istituto una Commissione scientifica interistituzionale con l’obiettivo di definire e misurare la povertà educativa e individuare le aree territoriali maggiormente interessate dal fenomeno. La Commissione, che ha concluso i lavori a gennaio 2026, ha distinto la povertà educativa in povertà di risorse e povertà di esiti e ha selezionato 78 indicatori statistici per misurare la povertà educativa (60 riferiti alle risorse e 18 agli esiti).

La povertà di risorse è una condizione che deriva da una carenza di risorse educative e culturali della comunità di riferimento intesa in senso lato (famiglia, scuola, luoghi di apprendimento e aggregazione, luoghi di vita) o da una limitazione nelle opportunità di fare esperienze utili alla crescita personale che tali risorse offrono. La povertà di esiti significa non avere acquisito le competenze personali e sociali e quelle cognitive necessarie per la crescita e lo sviluppo delle relazioni con gli altri, per coltivare i propri talenti e realizzare le proprie aspirazioni, e a livello collettivo, per sentirsi parte di una comunità, per esercitare con consapevolezza il diritto di cittadinanza attiva e per contribuire positivamente al benessere del Paese.

La lettura sinergica del framework e degli indicatori territoriali dell’Istat è una risorsa fondamentale per il contrasto alla povertà educativa e può guidare i docenti nella progettazione di interventi didattici mirati, sostenibili e inclusivi. In questo contesto, i dati INVALSI e gli indicatori Istat diventano il punto di partenza comune che consente alle scuole di mappare le fragilità e innescare la progettazione di risposte educative personalizzate ed efficaci.

Questa sessione si propone come uno spazio di confronto operativo incentrato su casi studio, buone pratiche e sull’integrazione di diverse figure professionali che operano dentro e fuori le mura scolastiche.

La sessione valorizzerà la pluralità di approcci. Saranno accolti contributi che spaziano dall’analisi quantitativa dei trend di apprendimento a metodologie qualitative e miste, come i focus group, e la documentazione di pratiche didattiche innovative. Particolare attenzione sarà dedicata a studi di caso incentrati su scuole collocate in contesti ad alta vulnerabilità sociale.

Saranno valorizzati i contributi che documentano in modo approfondito “buone pratiche” realizzate sul campo, mostrando come singoli istituti o reti di scuole abbiano affrontato contesti di forte vulnerabilità. Attraverso la narrazione strutturata di queste esperienze, si analizzeranno le metodologie didattiche attive, i percorsi di apprendimento flessibili e le strategie di accoglienza che hanno dimostrato di avere un impatto positivo concreto sulla motivazione e sul successo formativo degli alunni.

7. Dai dati all’azione: autovalutazione, confronto tra pari e miglioramento della qualità educativa

Proponenti: Concetta Fonzo (INAPP), Laura Evangelista (INAPP), Diego Boerchi (Università Cattolica del Sacro Cuore)

Parole chiave: evidenze; autovalutazione; miglioramento

Abstract della sessione:

La disponibilità di dati sugli esiti, sui processi e sui contesti educativi costituisce una condizione necessaria, ma non sufficiente, per il miglioramento delle istituzioni scolastiche e formative. Tra la raccolta delle evidenze e la definizione delle azioni si collocano passaggi complessi: la selezione dei dati pertinenti, la loro interpretazione collegiale, l’integrazione tra fonti quantitative e qualitative, comprese le rilevazioni INVALSI e altri dati disponibili a livello di istituto o di sistema, l’individuazione delle priorità e la traduzione dei risultati dell’autovalutazione in decisioni organizzative e didattiche orientate al miglioramento. In questa prospettiva, i dati acquistano valore quando diventano oggetto di riflessione professionale condivisa e supportano processi decisionali evidence-informed, capaci di incidere sulla qualità educativa.

La sessione intende approfondire il contributo che la Peer Review può offrire a questi passaggi, mettendo in dialogo l’esperienza sviluppata nell’ambito del quadro europeo EQAVET per l’istruzione e la formazione professionale con i processi di autovalutazione e miglioramento presenti nella scuola. L’obiettivo non è proporre il trasferimento integrale di un modello elaborato per un diverso segmento educativo, ma discutere quali principi, procedure e strumenti possano essere adattati ai differenti contesti, mantenendo al centro l’uso delle evidenze, l’integrazione di fonti informative differenti e il confronto professionale come leva per il miglioramento continuo.

Il nuovo manuale italiano 2026 sulla Peer Review EQAVET costituisce, in questa prospettiva, un riferimento per esaminare il rapporto tra autovalutazione, analisi delle aree di qualità, visita dei pari, feedback esterno e definizione delle azioni di miglioramento. Lo sguardo di professionisti provenienti da istituzioni analoghe può infatti contribuire a mettere alla prova le interpretazioni interne, far emergere elementi non immediatamente visibili, verificare la coerenza tra dati, pratiche e priorità dichiarate e rafforzare la capacità delle organizzazioni educative di utilizzare le evidenze come supporto ai processi di innovazione didattica e organizzativa.

La sessione accoglie contributi teorici, metodologici ed empirici dedicati alla Peer Review come dispositivo per il miglioramento della qualità nella IFP e, in prospettiva comparativa, nei contesti scolastici. Saranno pertinenti contributi riguardanti l’uso di dati quantitativi e qualitativi nei processi di revisione tra pari, l’integrazione di dati provenienti da diverse fonti, la definizione delle aree di qualità, la preparazione e il ruolo dei pari, le modalità di conduzione delle visite, la restituzione del feedback, il collegamento con i piani di miglioramento e la valutazione della fattibilità, della sostenibilità, della trasferibilità e dell’impatto delle pratiche nei diversi contesti educativi.

Il confronto tra scuola e IFP potrà così favorire la condivisione di approcci, strumenti ed esperienze, chiarendo al tempo stesso differenze, condizioni e limiti del loro impiego nei rispettivi sistemi di valutazione e contribuendo allo sviluppo di comunità professionali orientate all’apprendimento reciproco e al miglioramento continuo.

8. Oltre le prove standardizzate: un modello di valutazione data-informed per i CPIA tra personalizzazione dei percorsi, riconoscimento degli apprendimenti e impatto sociale

Proponenti: Emilio Porcaro (Presidente della Rete Italiana Istruzione degli Adulti – RIDAP e Dirigente del CPIA 2 metropolitano di Bologna “Eduard C. Lindeman”)

Parole chiave: valutazione data-informed; personalizzazione dei percorsi; riconoscimento degli apprendimenti

Abstract della sessione:

La sessione propone un confronto scientifico e professionale sui modelli di valutazione, autovalutazione e miglioramento applicabili ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, contesti nei quali non sono previste prove INVALSI standardizzate e nei quali i risultati dell’azione educativa non possono essere adeguatamente rappresentati attraverso un’unica misura.

L’eterogeneità degli adulti iscritti, la pluralità dei repertori linguistici, culturali e professionali, la discontinuità delle frequenze, la personalizzazione del percorso attraverso i Patti formativi individuali e il riconoscimento degli apprendimenti acquisiti in contesti formali, non formali e informali richiedono un sistema articolato di dati ed evidenze. La questione non è rinunciare alla misurazione o alla comparabilità, ma costruire un modello valutativo coerente con la specifica missione dei CPIA e con il principio della piena personalizzazione dei percorsi.

La sessione intende approfondire un approccio data-informed, fondato sull’integrazione di dati quantitativi, qualitativi e longitudinali: accesso ai percorsi, partecipazione e continuità della frequenza, progressioni linguistiche e formative, crediti riconosciuti, competenze individuate e documentate, conseguimento dei titoli, prosecuzione nei percorsi di istruzione e formazione, transizioni verso il lavoro, inclusione sociale e rafforzamento dell’autonomia personale. Tali evidenze potranno essere analizzate mediante studi di caso, ricerca-azione, monitoraggio dei percorsi, documentazione delle pratiche e comparazione tra differenti contesti territoriali.

Un ambito specifico sarà dedicato al progetto FAMI L.O.R.R., che sperimenta un modello per l’individuazione, la documentazione e la valorizzazione delle competenze degli adulti attraverso punti di accesso territoriali, dossier individuali, raccolta di evidenze, orientamento e strumenti digitali. L’esperienza costituisce un laboratorio per verificare come i dati possano sostenere la personalizzazione, il riconoscimento degli apprendimenti, la progettazione didattica e i processi decisionali.

Promossa dalla RIDAP, la sessione favorirà il dialogo tra CPIA, istituzioni scolastiche del secondo livello, università, enti di ricerca, amministrazioni e soggetti del territorio. Saranno accolti contributi relativi a sistemi di indicatori, modelli di autovalutazione, learning analytics, riconoscimento delle competenze e valutazione dell’impatto educativo e sociale. La dimensione nazionale della RIDAP consentirà di confrontare esperienze differenti e di verificarne sostenibilità, replicabilità e trasferibilità.

L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un quadro condiviso di dati e indicatori per l’istruzione degli adulti, capace di coniugare rigore metodologico, equità, personalizzazione e miglioramento continuo.

9. Apprendere ad apprendere, democrazia ed educazione

Proponenti: Salvatore Patera (Università degli Studi Internazionali di Roma), Andrea Giacomantonio (Università Digitale Pegaso)

Parole chiave: società complessa; iper-competenza; acquisizione dell’apprendere ad apprendere

Abstract della sessione:

La nostra società appare come liquida (Bauman, 2000), infosferica (Floridi, 2014) e, per diversi aspetti, infocratica (Han, 2005). Al suo interno, le tecnologie digitali – tendenti a divenire protesi (Codeluppi, 2018) – e l’intelligenza artificiale non costituiscono soltanto strumenti operativi, ma dispositivi capaci di incidere sui processi di soggettivazione, sulle forme della conoscenza, sulle modalità di partecipazione sociale e sulle condizioni stesse dell’esperienza educativa (Goriunova, 2019; Razinsky, 2026).

In un contesto fortemente mutevole, l’acquisizione delle competenze chiave per l’apprendimento permanente e, in particolare, della PSL (Personal, social and learning to learn), strettamente associata all’Apprendere ad Apprendere (AaA) (Sala et al., 2020) assume un particolare rilievo (Ajello, 2018; Deakin Crick et al., 2014; Stringher, 2021): essa dovrebbe facilitare il deweyano adattamento dell’individuo a un ambiente indeterminato e rischioso (Dewey, 1929). L’Apprendere ad apprendere (AaA) può essere inteso come una iper-competenza (Stringher, 2021) che orchestra risorse cognitive, metacognitive, affettive, motivazionali e sociali, consentendo ai soggetti di attribuire senso alle esperienze, riflettere sui propri processi di apprendimento, fronteggiare il nuovo e continuare ad apprendere lungo l’arco della vita.

Tuttavia, non si è ancóra affermata una teoria condivisa sull’AaA. La sua concettualizzazione oscilla tra approcci cognitivi, metacognitivi, socioculturali e disposizionali; allo stesso tempo, nei contesti educativi, dalla scuola dell’infanzia alla formazione professionale e continua, restano ancora poco formalizzate le descrizioni dell’AaA all’interno dei documenti fondamentali di ogni istituzione scolastica (PTOF, RAV, curricolo d’istituto), le strategie didattiche, valutative e organizzative capaci di sostenerne intenzionalmente l’acquisizione (INAPP, Giovannini, Santanicchia, 2023; Stringher, Patera, 2026).

Per queste ragioni, la sessione intende quindi accogliere contributi teorici, metodologici ed empirici che affrontino l’AaA come competenza chiave per l’educazione democratica, l’inclusione, la partecipazione e l’apprendimento permanente. Saranno particolarmente apprezzati contributi che analizzino l’AaA in prospettiva situata, considerando il ruolo dei contesti, delle relazioni educative, delle comunità professionali, delle pratiche didattiche e dei dispositivi valutativi. In particolare, si accettano contributi che riguardino, anche ma non esclusivamente, una delle seguenti aree tematiche:

  • quadri di riferimento dell’AaA che identifichino le dimensioni costitutive dell’iper-competenza e siano capaci di orientare la costruzione di dispositivi valutativi e/o formativi;
  • dispositivi di valutazione, validati o in corso di validazione, che poggino su di un quadro di riferimento rigoroso, capaci di stimare la padronanza dell’AaA mediante un disegno a metodi misti;
  • dispositivi formativi relativi a curricoli, ambienti di apprendimento, strategie didattiche orientati a sostenere intenzionalmente l’acquisizione dell’AaA;
  • studi empirici quantitativi, qualitativi o mixed methods sull’AaA, che presentino strumenti anche validati, interventi, studi longitudinali, comparazioni tra contesti o analisi delle disuguaglianze in riferimento alle opportunità di sviluppare questa competenza;
  • esperienze relative alla scuola dell’infanzia, alla scuola primaria e secondaria, alla IeFP, ai percorsi scuola-lavoro, alla formazione universitaria, continua e in servizio.

L’obiettivo della sessione è contribuire a chiarire il ruolo dell’AaA nel dibattito pedagogico, valorizzandone la funzione di cerniera tra apprendimento, sviluppo personale, partecipazione sociale e vita democratica.

Riferimenti bibliografici

Ajello, A.M. (2018). L’imparare a imparare come competenza chiave nella società globale. ValueEnews, 7, 3-5.

Bauman, Z. (2000). Liquid Modernity. Polity.

Codeluppi, V. (2018). Il tramonto della realtà. Come i media stanno trasformando le nostre vite. Carocci.

Deakin Crick, R., Stringher, C., & Ren, K. (Eds.). (2014). Learning to learn. International perspectives from theory and practice. Routledge.

Dewey, J. (1929). Experience and nature. George Allend & Unwind.

Floridi, L. (2014). The Fourth Revolution. How the infosphere is reshaping human reality. Oxford University Press.

Goriunova, O. (2019). Digital subjects: an introduction. Subjectivity, 12(1), 1-11.

Han, B.-C. (2023). Infocrazia. Einaudi.

INAPP, Giovannini, F., & Santanicchia M. (Eds.). (2023). Valutare competenze chiave nella IeFP. Fondamenti e sperimentazione di un dispositivo di valutazione formativa. INAPP.

Razinsky, L. (2026). Self and Others in Algorit, hmic Governmentality: Between Hyper-Individuation and Disindividuation. AI & Society, 41(1), 4791-4806.

Sala, A., Punie, Y., Garkov, V., & Cabrera Giraldez, M. (2020). LifeComp: The European Framework for Personal, Social and Learning to Learn Key Competence. Publications Office of the European Union.

Stringher, C. (Ed.). (2021). Apprendere ad apprendere in prospettiva socioculturale. Rappresentazioni dei docenti in sei Paesi. Franco Angeli.

Stringher, C., & Patera, S. (2026, in press). Apprendere ad apprendere in Italia. Esperienze di ricerca, intervento e valutazione. FrancoAngeli.

10. English learning after Covid-19: dati INVALSI, intelligenza artificiale e nuovi attori dell’apprendimento linguistico

Proponenti: Clelia Cascella (INVALSI), Francesca La Russa (INVALSI)

Parole chiave: apprendimento linguistico; intelligenza artificiale; dati INVALSI; personalizzazione dell’apprendimento; dispersione scolastica

Abstract della sessione:

Nel quadro delle trasformazioni tecnologiche e demografiche che stanno ridefinendo il sistema scolastico, l’apprendimento dell’Inglese rappresenta un osservatorio privilegiato per interrogare il rapporto tra dati educativi, innovazione didattica e contrasto alla dispersione scolastica. In quanto competenza chiave per la partecipazione sociale, culturale e professionale, la lingua inglese costituisce infatti non solo un ambito disciplinare, ma anche uno spazio di accesso a saperi, ambienti digitali, comunità transnazionali e nuove forme di apprendimento informale.

Le prove INVALSI di Inglese offrono, in questa prospettiva, un elemento particolarmente significativo: diversamente da quanto osservato in altri ambiti disciplinari, gli esiti post-pandemici sembrano suggerire un miglioramento delle performance degli studenti. Tale andamento sollecita una riflessione specifica. È possibile che, durante e dopo l’esperienza del lockdown, la maggiore esposizione degli studenti ad ambienti digitali abbia favorito pratiche linguistiche più frequenti, autonome e autentiche: dalla fruizione di film, serie, video e contenuti online in lingua originale, fino all’utilizzo delle prime forme di intelligenza artificiale, traduttori automatici, assistenti conversazionali e piattaforme adattive.

In questo scenario, la domanda non riguarda più soltanto come utilizzare le nuove tecnologie nell’insegnamento dell’Inglese. La questione più radicale è che cosa accade quando ogni studente può disporre di un tutor linguistico personale, competente, paziente, interattivo e disponibile ventiquattro ore su ventiquattro. L’intelligenza artificiale si configura così non come semplice strumento didattico, ma come nuovo attore del processo educativo: un interlocutore capace di incidere sull’esposizione alla lingua, sulla pratica comunicativa, sull’autocorrezione, sulla motivazione, sull’apprendimento individualizzato e sul rapporto tra studente, docente e conoscenza linguistica.

La sessione intende accogliere contributi teorici, empirici e applicativi dedicati al ruolo dei dati INVALSI di Inglese e di altre fonti informative per comprendere le trasformazioni in atto nell’apprendimento linguistico, con particolare attenzione alle disuguaglianze, alle fragilità educative e alla prevenzione della dispersione scolastica. Saranno valorizzate riflessioni critiche, studi di caso, esperienze didattiche, sperimentazioni con strumenti digitali e pratiche fondate sull’uso dell’intelligenza artificiale, anche in relazione all’orientamento, al recupero degli apprendimenti e alla personalizzazione dei percorsi.

L’obiettivo è promuovere un confronto tra ricerca, scuola e policy su come interpretare i segnali provenienti dai dati e su come governare responsabilmente l’ingresso dell’IA nell’ecosistema dell’apprendimento linguistico, affinché il tutor artificiale non diventi un nuovo fattore di disuguaglianza, ma una risorsa per ampliare opportunità, autonomia e successo formativo.

11. Specchi per riflettere: l’esperienza del RAV nelle scuole dell’infanzia paritarie. Dai dati della partecipazione al miglioramento

Proponenti: Lara Vannini (FISM – Federazione Italiana Scuole Materne)

Parole chiave: scuole dell’infanzia, RAV Infanzia, autovalutazione, miglioramento, FISM

Abstract della sessione:

Nell’anno scolastico 2025-2026 il RAV ha coinvolto per la prima volta le scuole dell’infanzia del sistema nazionale d’istruzione. La sessione propone un percorso di socializzazione di dati e condivisioni di riflessioni sull’esperienza di autovalutazione maturata in particolare all’interno della rete delle scuole paritarie FISM (Federazione Italiana Scuole Materne), utilizzando il Rapporto di Autovalutazione (RAV) come strumento di lettura, confronto e crescita professionale. Il titolo “Specchi per riflettere” rimanda metaforicamente alla funzione stessa dell’autovalutazione: uno specchio che restituisce un’immagine il più possibile fedele dell’identità pedagogica e organizzativa di ogni scuola, permettendo a educatori, insegnanti e coordinatori di ri-guardarsi con trasparenza, senza timore del giudizio ma con la volontà di comprendere e migliorare (vedi “Fare autovalutazione nella scuola dell’infanzia” a cura di Michela Freddano, Cristina Stringher, FrancoAngeli, 2021). I diversi contributi della sessione potranno articolarsi attorno a diversi nuclei tematici. Il primo riguarderà il livello di partecipazione delle scuole dell’infanzia Fism al RAV: i dati quantitativi e qualitativi raccolti a livello territoriale, regionale e/o nazionale potranno supportare riflessioni sulle motivazioni e possibili ostacoli incontrati nella raccolta dati, compilazione questionari e pubblicazione del rapporto sulla piattaforma dedicata. Tali considerazioni potranno a loro volta indicare possibili piste di lavoro al fine di supportare la partecipazione più ampia possibile al processo. Il secondo ambito riguarda il significato e il valore della partecipazione al processo RAV: potranno essere condivisi studi di caso rispetto ad esperienze di autovalutazione capaci di coinvolgere l’intero collegio docenti, il personale ausiliario, i gestori e, in una prospettiva più ampia, anche le famiglie. Si affronterà la questione di come trasformare uno strumento che potrebbe essere percepito come meramente burocratico o adempimentale in un’occasione autentica di riflessione collettiva sull’identità della scuola, sui suoi punti di forza e sulle aree di miglioramento. Il terzo asse portante della sessione si concentrerà sul passaggio dalla fotografia diagnostica all’azione trasformativa: come il RAV, una volta compilato, diventi punto di partenza per la stesura di un Piano di Miglioramento realistico, sostenibile e realmente perseguibile. Saranno condivise esperienze concrete di scuole della rete che hanno saputo tradurre le priorità individuate nel RAV in obiettivi di processo misurabili, in azioni formative per il personale, in revisioni della progettazione didattica e in nuove modalità di collaborazione con le famiglie e il territorio. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo del coordinamento pedagogico e della rete territoriale FISM come risorsa di accompagnamento, confronto tra pari e sostegno metodologico alle singole scuole, spesso di piccole dimensioni e prive di figure di sistema strutturate al proprio interno. Si discuterà di come la dimensione reticolare consenta di superare l’isolamento professionale, favorendo la circolazione di buone pratiche e la costruzione di un linguaggio comune per la qualità educativa.  Potranno essere raccolti studi di caso, percorsi di ricerca-azione, documentazione di pratiche, monitoraggio di esperienze collegiali e in rete.

La sessione si concluderà con uno spazio di confronto interattivo, in cui i partecipanti saranno invitati a condividere criticità, dubbi e suggerimenti emersi dalla propria esperienza diretta di autovalutazione, con l’obiettivo di restituire indicazioni operative utili alle singole scuole, al coordinamento federativo, al MIM e a INVALSI, in un’ottica di manutenzione e miglioramento continuo del sistema.

12. Il Sistema Integrato 0-6 e il contrasto alla povertà educativa: politiche, divari territoriali e socioeconomici e prospettive di inclusione

Proponenti: Giulia Milan (ISTAT), Valeria Qualiano (ISTAT)

Parole chiave: scuole dell’infanzia, sistema integrato 0-6, povertà educativa

Abstract della sessione:

La fascia di età 0-6 anni rappresenta una fase cruciale per la promozione dello sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e linguistico delle bambine e dei bambini (Shonkoff & Phillips, 2000) e costituisce il primo contesto in cui è possibile prevenire e contrastare le disuguaglianze educative, con investimenti efficienti (Heckman, 2008). La povertà educativa, intesa come limitazione delle opportunità di apprendimento, partecipazione e sviluppo delle capacità individuali, si manifesta già nella prima infanzia e tende ad accentuarsi in presenza di condizioni di vulnerabilità socioeconomica, culturale, territoriale e familiare (Save the Children, 2019; 2020).

La Legge n. 107/2015 e il successivo D.Lgs. n. 65/2017, hanno istituito il “Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni” coordinato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, con l’obiettivo di garantire la continuità del percorso educativo e formativo.  Tale quadro normativo ha contribuito a rafforzare l’attenzione della ricerca e a rilanciare il dibattito pedagogico sui temi dell’equità, della qualità dei servizi e dell’inclusione, evidenziando la necessità di assicurare a tutte le bambine e a tutti i bambini pari opportunità di accesso, partecipazione e sviluppo, contrastando le disuguaglianze di natura territoriale, economica, culturale ed etnico-linguistica e promuovendo il diritto a un’educazione e a una cura di qualità fin dalla prima infanzia.

La nuova normativa ha segnato una svolta cruciale, in particolare per i nidi e i servizi integrativi per la prima infanzia, sancendone il definitivo riconoscimento come servizi educativi e superandone la tradizionale collocazione nel solo ambito assistenziale. In questa prospettiva, il Sistema integrato 0-6 riconosce il diritto delle bambine e dei bambini fin dalla nascita ad accedere a servizi educativi di qualità, promuovendone la progressiva universalità e la continuità con la scuola dell’infanzia (3-6 anni), storicamente più diffusa e accessibile sul territorio nazionale (Silva, 2019).

Permangono tuttavia profondi divari socioeconomici e geografici che limitano l’effettiva esigibilità di tale diritto, soprattutto nei contesti caratterizzati da condizioni di maggiore vulnerabilità economica, sociale, culturale e familiare (ISTAT, 2025). La coesistenza di esperienze di eccellenza e di persistenti criticità strutturali evidenzia, da un lato, la presenza di modelli organizzativi e di intervento potenzialmente replicabili e, dall’altro, significative disparità nell’accesso e nella qualità dei servizi educativi. In questo quadro, appare prioritario definire e rafforzare politiche strutturali di contrasto alla povertà educativa attraverso interventi integrati e organici, che comprendano investimenti nel capitale umano, il rafforzamento delle infrastrutture sociali e territoriali, anche attraverso la promozione di servizi educativi che dialogano con altri servizi sanitari e sociali, e la promozione attiva dell’inclusione.

In questa prospettiva, la sessione accoglie contributi teorici, empirici e metodologici dedicati all’analisi dello stato dell’arte del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni e dell’attuazione delle politiche educative, sociali e per la famiglia, a livello nazionale e in prospettiva europea. Saranno particolarmente valorizzati contributi che approfondiscano gli effetti delle riforme, le criticità ancora presenti e le prospettive di sviluppo in relazione al contrasto della povertà educativa, alla promozione dell’equità, al complessivo miglioramento della qualità dell’offerta e al rafforzamento dei processi di inclusione.

13. Sessione generale

Proponenti: INVALSI Area Valutazione delle scuole

Le proposte pervenute in questa sessione saranno oggetto di assegnazione in una fase successiva.

Un autore potrà presentare al massimo due contributi e figurare come primo autore in un solo contributo. Tra i contributi inviati, saranno selezionate con procedimento in doppio cieco proposte strettamente attinenti all’argomento del seminario.

Le proposte di paper dovranno essere inviate entro le ore 23:59 del 6 settembre 2026, attraverso il seguente modulo disponibile qui.

Non verranno accettati abstract trasmessi via e-mail o altra modalità.

La partecipazione al Seminario non prevede quote di iscrizione. Non sono previsti compensi né rimborsi delle spese di trasferta, vitto e alloggio, che saranno a carico dei partecipanti, fatta eccezione per i coffee break e i lunch previsti dal programma. Per i relatori ci sarà la possibilità di pubblicazione del proprio contributo, previo superamento di un processo di referaggio, in forme e modalità che saranno successivamente comunicate.

Per eventuali richieste di chiarimento, scrivere a datiperladidattica2026@invalsi.it.

Scarica il PDF della call for paper disponibile qui.

Inviare una proposta a infanzia@invalsi.it entro il 15 settembre 2026

Nell’ambito del I Seminario INVALSI Dati per la didattica “Dati per la valutazione delle scuole, l’innovazione e il miglioramento della didattica”, in programma a Roma il 25-26-27 novembre 2026, è aperta la Call for Poster rivolta alle scuole dell’infanzia italiane, statali e paritarie, dedicata alla presentazione di esperienze innovative di servizi per l’infanzia 0-6.

I migliori 3 poster, tra quelli selezionati per il Seminario INVALSI, saranno chiamati a rappresentare l’Italia nella sessione poster della OECD ECEC International conference, in programma a Roma il 28 ottobre 2026. Non è previsto servizio di traduzione durante la conferenza internazionale.

1. Che tipo di poster selezioniamo

La sessione Poster del Seminario rappresenta un’occasione di discussione, facilitazione e condivisione di conoscenze sui principali temi innovativi del sistema integrato 0-6, nonché una vetrina comunicativa con particolare riguardo a soluzioni concrete, già realizzate o progettate, che facilitino il dialogo tra servizi educativi, scuole dell’infanzia e servizi territoriali di ambito sociale, culturale e sanitario.

Desideriamo raccogliere esperienze particolarmente innovative nel sistema 0-6 e la principale caratteristica dei poster che selezioniamo è dunque la descrizione di un’innovazione di tipo educativo, che risponda efficacemente alle esigenze dell’utenza dei bambini e delle famiglie, con uno sguardo rivolto al futuro dei servizi rivolti a questa fascia d’età.

Per innovazione nell’offerta educativa 0-6 si intende l’applicazione di nuove metodologie e tecnologie didattiche e educative – quali strumenti per facilitare lo sviluppo di conoscenze, abilità e competenze – nel processo di educazione, insegnamento-apprendimento a bambini in questa fascia d’età, oppure soluzioni creative e concrete per un curricolo verticale 0-6, ma anche e soprattutto l’integrazione intersettoriale di servizi diversi a beneficio dell’utenza 0-6 e delle famiglie. A titolo di esempio, l’innovazione può riferirsi alle seguenti aree tematiche e modelli di servizi:

  1. Forme di coordinamento tra scuole dell’infanzia, servizi educativi per l’infanzia e servizi culturali, sociali, sanitari del territorio per supportare le famiglie con particolare attenzione alle situazioni di svantaggio socioeconomico e culturale.
  2. Scuole e servizi educativi già esistenti o progetti di offerta integrata di servizi educativi e scuole dell’infanzia, anche finanziati con PNRR, che propongano in un unico punto di erogazione anche servizi non educativi o scolastici, quali il servizio di pediatria, i servizi socioeducativi per bambini con disabilità, servizi sociosanitari di supporto alla genitorialità, servizi culturali, spazi di coworking per genitori.
  3. Scuole e servizi educativi già esistenti pubblici o privati convenzionati che innovano, anche attraverso l’impiego di nuove tecnologie in senso lato, proposte didattiche consolidate e ben note anche all’estero, quali gli approcci ispirati al metodo Montessori, Agazzi, Reggio Children Approach.
  4. Scuole e servizi educativi già esistenti pubblici o privati convenzionati che agiscono un reale curricolo verticale 0-6 informato dalle più recenti acquisizioni scientifiche in termini di neurosviluppo e orientato al benessere e a formare le competenze richieste ai cittadini in futuro, anche attraverso la predisposizione di ambienti di apprendimento con attività adatte a sostenere nei bambini curiosità, autonomia, competenza e relazione.
2.1 Cosa intendiamo per poster?

Il poster rappresenta una forma particolare di comunicazione visuale, che bilancia strategicamente testo ed elementi grafici, per sintetizzare informazione in un messaggio chiave. Un poster non è semplicemente il condensato di un articolo o di un capitolo di volume, ma è un mezzo dinamico per presentare il proprio lavoro con lo scopo di coinvolgere i partecipanti alla sessione poster, ricevendo così un feedback immediato. Il poster è fisicamente un unico foglio di grande formato (generalmente in verticale) il cui spazio è ben suddiviso in quadranti o in mappe mentali adatti a “raccontare per immagini” e con poco testo, generalmente organizzato in punti elenco o brevi didascalie.

Le proposte di poster, relative alle innovazioni nell’ambito del sistema integrato 0-6, si possono inviare entro il 15 settembre 2026 ore 23:59, compilando l’apposito Modulo denominato Call_for_poster_06_MODULO.docx”, scaricabile al link, e inviandolo in formato PDF via e-mail a infanzia@invalsi.it.

L’oggetto dell’e-mail dovrà essere: Partecipazione a Call for Poster 0-6 2026

Per informazioni e chiarimenti sulla call for poster, è possibile scrivere all’indirizzo infanzia@invalsi.it.

2.2 Specifiche tecniche del poster
  • Copia virtuale per la selezione: dimensione file in formato PDF, JPEG, JPG, oppure TIF 7016 × 9933 pixel e peso massimo del file 8 Mb (a pena di esclusione).
  • A pena di esclusione, il file con il poster virtuale dovrà essere nominato con: Cognome referente_Poster0-6. Esempio: Rossi_Poster0-6. Non potranno essere presi in considerazioni nomi file difformi.
  • Copia fisica, se il poster verrà selezionato: Formato ISO 216 A1 con risoluzione a 300 DPI a colori su carta da stampa cm. 59,4 × 84,1.

Per le modalità di composizione del poster, una volta scelti i contenuti, è possibile fare riferimento alla guida APA, disponibile solo in inglese.

È possibile scaricare il Format per la realizzazione del poster qui.

Il poster comunica i risultati e le principali caratteristiche delle innovazioni didattiche oggetto della Call for Poster 0-6.

Il poster è contraddistinto da uno stile comunicativo sintetico e immediato, adatto a una veloce fruibilità per richiamare l’attenzione di una platea più vasta rispetto a quella interessata alla specifica innovazione presentata. La rappresentazione grafica e visiva è fondamentale, in quanto contribuisce a far comprendere in maniera chiara gli obiettivi che ci si prefiggeva mediante l’innovazione e i risultati ottenuti dalla sua applicazione o dalla sua progettazione.

3.1 Struttura

Le parti che compongono il poster didattico devono essere assemblate in una struttura in grado di trasmettere i contenuti in maniera immediata e di forte impatto visivo, in modo tale da catturare l’attenzione del pubblico.

Di seguito alcune indicazioni per una corretta struttura del poster, da non considerarsi però come vincolanti.

  • Titolo: deve essere breve ma esplicativo (20 parole massimo) e può essere accompagnato da un Sottotitolo. È consigliabile attenersi alla proposta di layout allegata per format e dimensioni, lasciando la corretta area di rispetto per il logo INVALSI posizionato in alto a destra.
  • Obiettivi: inquadrano il lavoro nel contesto geografico in cui l’innovazione è stata pensata, indicano eventuali studi sull’argomento e chiariscono le premesse e gli scopi dell’innovazione didattica presentata, valorizzando particolarmente il problema principale che ha indotto l’istituzione a innovare per risolverlo.
  • Descrizione: illustra il contenuto dell’innovazione, il metodo di lavoro, le procedure e le osservazioni effettuate per monitorare l’innovazione, usando grafici, mappe mentali o schemi esplicativi.
  • Risultati: rappresentano la parte più importante nella costruzione del poster e indicano in maniera chiara gli esiti dell’innovazione (se attuata) o anche quelli previsti (se si presenta un progetto di innovazione), avvalendosi di tutti i mezzi utili (immagini, tabelle, grafici ecc.), nonché le possibilità e le eventuali condizioni per l’estensione dell’innovazione ad altri contesti.
  • Autori: i nomi devono essere riportati sotto il titolo con l’indicazione dell’ente di appartenenza e l’indirizzo e-mail. Possibilmente attenersi alla proposta di layout allegata, che prevede un’opzione con una riga di autori e una con due righe.
3.2 Aspetto grafico

Schemi, tabelle, grafici e immagini devono essere gli elementi predominanti del poster. Realizzati con caratteristiche grafiche omogenee tra loro (colori, spessore linee, caratteri tipografici, dimensioni ecc.), sono fondamentali per chiarire i concetti essenziali del lavoro e devono essere leggibili senza sforzo da 1 o 2 metri. È il testo che deve accompagnare i grafici, non il contrario.

Carattere e dimensione dei font: si consiglia di usare il carattere Arial o comunque font senza grazie, con le dimensioni consigliate di quelle del format PPT allegato.

Colori e altri espedienti grafici, come l’organizzazione dello spazio in una mappa mentale, sono utili nel suddividere visivamente gli argomenti trattati nel poster e guidare il lettore a seguire il filo logico della presentazione.

3.3 Orientamento e formato

Il file con la copia virtuale del poster didattico deve:

  • essere composto da una (1) sola pagina
  • avere orientamento verticale
  • essere fornito esclusivamente nei formati pdf, jpg, png, gif
  • pesare non oltre gli 8 Mb
  • rispettare le seguenti misure:

Unità di misura

Larghezza

Altezza

Risoluzione

Pixel (file virtuale)

7016

9933

300 DPI

Centimetri (copia in stampa)

59,4

84,1

300 DPI

È consigliabile lasciare un bordo esterno bianco di un centimetro di lato per sistemare testo e immagini al meglio dentro l’area di stampa.

3.4 Esportazione da PPT a formato jpg, png o gif
3.5 Presentazione

La presentazione del poster avverrà sulla base dello stampato, che verrà montato su cavalletto o altro supporto simile sia per la OECD ECEC International conference 2026, sia per il Seminario INVALSI Dati per la didattica 2026.

La sessione poster di entrambe gli eventi avverrà con un massimo numero di poster presentati in contemporanea al pubblico presente. La differenza tra i due eventi è la lingua di presentazione, che sarà l’inglese per la OECD ECEC International conference 2026, l’italiano per il Seminario INVALSI Dati per la didattica 2026.

La sessione poster per la OECD ECEC International conference 2026 è programmata il 28 ottobre 2026 e durerà un’ora, nell’arco della quale si alterneranno 5 poster in sotto-sessioni di due mezze ore. I poster saranno montati nel pomeriggio precedente, a partire dalle ore 14:30. Per motivi di sicurezza, non è consentito l’ingresso ai locali della sessione prima dell’orario prestabilito.

Per il Seminario INVALSI Dati per la didattica 2026, i poster saranno montati il pomeriggio precedente alla giornata in cui verrà calendarizzata la sessione poster. È consigliabile tenere monitorato il sito INVALSI e l’e-mail del referente per maggiori dettagli che verranno forniti sotto data.

Il modulo di partecipazione, compilato da ciascun referente, e il file con la copia virtuale del poster saranno trattati separatamente. Ciascun modulo compilato e trasmesso a INVALSI sarà contraddistinto da un numero progressivo di arrivo, che sarà assegnato da INVALSI anche al file del poster virtuale.

Entro il 30 settembre 2026, una commissione formata da personale INVALSI e MIM selezionerà le proposte pervenute entro la data di scadenza della Call for Poster. La commissione riceverà solamente i file con i poster virtuali numerati progressivamente in ordine di arrivo. Solo dopo la valutazione, i poster saranno abbinati con il rispettivo modulo di partecipazione e saranno quindi noti i dettagli dei referenti per le necessarie comunicazioni.

I principali criteri di selezione saranno:

Criterio

Punteggio

Chiaro orientamento all’innovazione nei servizi 0-6, elemento centrale della proposta

35

Chiarezza espositiva nella descrizione dell’innovazione proposta

15

Capacità di generare interesse e domande di approfondimento

15

Capacità di attrarre visivamente l’attenzione del lettore

15

Capacità di sintesi e concisione, evitando dettagli inutili

10

Chiarezza della forma grafica del poster

10

Totale

100

Potranno partecipare al I Seminario INVALSI Dati per la didattica i poster che otterranno da 70 a 100 punti. Tra questi, i poster che avranno ottenuto i migliori tre punteggi saranno invitati anche alla Sessione poster della OECD ECEC International conference, in programma nella mattinata del 28 ottobre 2026. Entro il 27 ottobre, i lavori selezionati per questo evento dovranno quindi essere stampati e verranno montati su appositi cavalletti da pittore. Seguiranno via e-mail maggiori dettagli organizzativi, solamente per i lavori selezionati per la conferenza internazionale e per il seminario nazionale.

A poster approvato, sarà possibile includere i dettagli di contatto del proponente e dei co-autori. È pertanto consigliabile prevederne già lo spazio in calce al file del poster virtuale.

Entro il 30 settembre verrà data comunicazione dell’eventuale accettazione della proposta per il Seminario INVALSI e per la OECD ECEC International conference 2026. Tutti i referenti riceveranno una comunicazione da INVALSI, anche in caso di esito negativo.

La partecipazione al Seminario non prevede quote di iscrizione. Non sono previsti compensi né rimborsi delle spese di trasferta, vitto e alloggio, che saranno a carico dei partecipanti, fatta eccezione per i coffee break e i lunch previsti dal programma. Per i relatori ci sarà la possibilità di pubblicazione del proprio contributo, previo superamento di un processo di referaggio, in forme e modalità che saranno successivamente comunicate.

Per eventuali richieste di chiarimento sulla Call for Poster, scrivere a infanzia@invalsi.it.

Scarica il PDF della call for poster disponibile qui.

Scarica il Modulo per la presentazione di poster qui.

Scarica il Format per la realizzazione del poster qui.

25 novembre 2026

9:00-10:00 Registrazione partecipanti

10:00-11:00 Sessione plenaria

11:00-13:00 Sessioni parallele

13:00-14:00 Pausa pranzo

14:00-16:00 Sessione plenaria

16:00-16:30 Pausa caffè

16:30-18:30 Sessioni parallele

26 novembre 2026

9:00-11:00 Sessioni parallele

11:00-11:30 Pausa caffè

11:30-13:00 Sessione plenaria

13:00-14:00 Pausa pranzo

14:00-16:00 Sessioni parallele

16:00-16:30 Pausa caffè

16:30-18:30 Sessione plenaria

27 novembre 2026

9:00-11:00 Sessioni parallele

11:00-11:30 Pausa caffè

11:30-13:00 Sessione plenaria

13:00-14:00 Pausa pranzo

14:00-16:00 Laboratori formativi


 

Calendario delle attività

Date
Attività
Dal 2 luglio 2026 al 15 luglio 2026
CALL FOR SESSION (CONCLUSA IL 15/07/2026 ALLE ORE 23:59)
Entro il 21 luglio 2026
COMUNICAZIONE ESITO CALL FOR SESSION
Dal 23 luglio al 6 settembre 2026
CALL FOR PAPER: DEADLINE ALLE 23:59 DEL 6 SETTEMBRE
Entro il 31 luglio 2026
PUBBLICAZIONE DRAFT DEL PROGRAMMA
Dal 4 agosto al 15 settembre 2026
CALL FOR POSTER INFANZIA: DEADLINE ALLE 23:59 DEL 15 SETTEMBRE
Entro il 15 settembre 2026
COMUNICAZIONE ESITO CALL FOR PAPER
Entro il 30 settembre 2026
PUBBLICAZIONE PROGRAMMA PROVVISORIO
Entro il 30 settembre 2026
COMUNICAZIONE ESITO CALL FOR POSTER
Entro il 15 ottobre 2026
PUBBLICAZIONE LIBRO DEGLI ABSTRACT
Entro il 10 novembre 2026
INVIO CONTRIBUTO PER LA PUBBLICAZIONE DEI PROCEEDINGS
Entro il 17 novembre 2026
INVIO PRESENTAZIONI
25-26-27 novembre 2026
SEMINARIO PRESSO UNIVERSITÀ DEGLI STUDI LINK CAMPUS UNIVERSITY, VIA DEL CASALE SAN PIO V, 44, ROMA

Comitato Scientifico

In corso di definizione

 



Comitato Organizzativo

 

Michela Freddano (Responsabile dell’evento, Prima ricercatrice INVALSI)

Cristina Stringher (Prima ricercatrice INVALSI)

Emanuela Vinci (Ricercatrice INVALSI)

Patrizia Toma (CTER INVALSI)

Stefania Capogna (Link Campus University)

Elisa Pistone (DITES, Link Campus University)

Chiara Pastore (PhD, Link Campus University)

Giorgia Todaro (PhD, Link Campus University)

Chiara Manzini (Laureata Magistrale LM-50 “Coordinamento dei Servizi Educativi e Sociali” presso l’Università degli Studi Roma Tre)

E-mail di contatto:  datiperladidattica2026@invalsi.it